Sylvie Scala | Perché il turismo della Pedemontana Trevigiana non decolla?

Perché il turismo della Pedemontana Trevigiana non decolla?

Richiedi info

Perché il turismo della Pedemontana Trevigiana non decolla?

Perché il turismo della Pedemontana Trevigiana non decolla?

Non ho mai avuto dubbi circa la mia scelta di studiare e successivamente lavorare in questo settore, poiché ho sempre creduto che la leva principale dell’economia del nostro Paese fosse la fonte di maggiore ricchezza di cui potremmo disporre: il turismo.

Il turismo è un importante motore economico e generatore di occupazione per milioni di persone in tutto il mondo.

Purtroppo come già vi ho raccontato, questo settore è spesso troppo trascurato dalla politica italiana: non viene trattato né in maniera adeguata, né come priorità assoluta quando invece dovrebbe esserlo, e molte delle sue dinamiche vengono date per scontate quando invece non lo sono, anzi è un sistema assai complesso che tenterò, per quanto possibile, di semplificarvi in questo articolo.

Negli anni Settanta l’Italia era la prima destinazione turistica al mondo. Ad oggi, quarant’anni dopo, è scesa al quinto posto.

In pratica ciò che è accaduto fin’ora, è stato vivere “di rendita” alimentando la presunzione che bastasse disporre di bellezze artistiche storico-culturali e paesaggistiche uniche al mondo per generare automaticamente flussi turistici.

Adesso questo non è proprio più possibile nemmeno pensarlo, e ora vi spiegherò perché: fra questo concetto e la realtà effettiva c’è di mezzo un abisso, lo dicono anche le statistiche.

Stando a quanto sostiene la World Tourism Organisation [1], questi sono i dati degli arrivi degli ultimi anni: tra le top 10 destinazioni del turismo internazionale l’Italia si posiziona e si conferma al 5° posto per gli arrivi e al 7° posto per gli introiti.

La destinazione Italia nel contesto internazionale – Analisi di luglio 2016 / graduatoria anno 2015

In pratica nel giro di quarant’anni siamo scesi al quinto posto.

E nel 2017? Vi invito a leggere l’estratto di questo articolo del  Sole24ore del 20 aprile 2018

Oggi siamo ancora al quinto posto dietro la Cina, mentre la Spagna che ha investito molto in questo settore ha scalato la classifica e ormai ha superato gli Usa scesi al terzo posto e ha praticamente affiancato la Francia che è la prima destinazione al mondo (…)    Nel 2017 il turismo spagnolo – complice anche la crisi dei Paesi della sponda Sud del mediterraneo di cui abbiamo beneficato anche noi -ha battuto il proprio record di visitatori internazionali, con l’arrivo di 82 milioni di turisti ed un incremento dell’8,9% rispetto al 2016 (…)    La Spagna è diventata la prima industria, una vera gallina dalle uova d’oro: nel 2017, anno record per la Spagna (+9% di arrivi), sono stati incassati oltre 80 miliardi dai turisti stranieri, 40 miliardi in più dell’Italia. (…)  ll Governo spagnolo da almeno un decennio ha fatto del turismo un settore strategico per la propria economia

[per l'articolo completto clicca qui ]

Ma… diamo un occhio alla realtà locale che più ci interessa…

Il Veneto è la prima regione italiana in termini di arrivi, ma dai dati emerge un’enorme disparità tra gli arrivi a Venezia e quelli in provincia di Treviso. (Nel grafico sono riportati sia arrivi che presenze, e quindi esso non si esprime in termini di introiti e fatturato, altra cosa da considerare)

La sfida sarà quella di offrire “qualcosa di diverso”, per poter attrarre turisti nella nostra area, dato che a livello internazionale un turista medio viene in ”Italy”, e quindi a Firenze Roma, Venezia…in Veneto a Jesolo, Cortina/Dolomiti…e la Pedemontana Trevigiana nemmeno sa dove si trova.

Movimento annuale per STL  –  anno 2017 / Ufficio di Statistica su dati Istat – Regione Veneto

Le statistiche turistiche, i dati e gli indicatori di vario tipo -e non solo quelli inerenti agli arrivi – sono fondamentali per:

  • mettere nel centro del mirino le questioni strategiche e politiche da adottare
  • far progredire la conoscenza del settore
  • orientarsi verso la giusta formazione degli operatori e adetti al settore
  • pensare ai giusti investimenti in termini di energie e denaro
  • monitorare infine i risultati degli sforzi messi in campo.

I dati appena analizzati non sono per nulla confortanti. I motivi di questo cambiamento degli ultimi 40 anni, oltre a quanto detto sopra, sono sicuramente diversi. Non è solo la presunzione di essere “il Paese più bello al mondo”

Nel prossimo articolo ve ne elenco alcuni, che sono le basi da cui è necessario assolutamente partire per migliorare il trend negativo e imparare a non crogiolarci sui dati macro economici che comunque fanno vedere un settore apparentemente florido.

Migliorare significa chiaramente lavorare meglio, aumentare i profitti, diminuire sforzi inutili e dispendio di energie, ottimizzare le risorse, e …questo si può fare dando prima di tutto al turista un servizio personalizzato e un’esperienza di alto livello! Cosa che mi tocca dire…nel nostro territorio manca.

Se sei curioso e vuoi conoscere ulteriori dettagli utili per la tua attività, leggi il mio prossimo articolo…cliccando qui!

[1] Organizzazione Mondiale del Turismo, agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Madrid che si occupa di coordinare le politiche turistiche a livello mondiale – oltre a promuovere il turismo responsabile e sostenibile.

<< Torna alla pagina precedente

Contattami per maggiori informazioni, sarà mia cura risponderti entro 24 ore dalla ricezione della tua email

Nome
Cognome
E-mail
Azienda
Cellulare
Messaggio
background

Guarda tutti i corsi attivi

Clicca di seguito per vedere la lista completa dei miei corsi.

Corsi